giovedì 29 dicembre 2011

Cominciamo..

E' dicembre; la temperatura non supera mai i tre gradi, specialmente se vivi in una grande baracca con una sola stufa a riscaldarla. La neve leggera cade sulla strada ovattando il rombo dei mezzi che transitano e ciò concilia il mio sonno.
-Svegliati scansafatiche, è già tardi, bisogna fare il bucato e preparare la colazione!- strilla madre Desirée con voce stridula e fastidiosa.
Ripetuta questa predica un paio di volte, comincia a elencare le varie attività del giorno: - Dunque Kore... Oggi devi andare in città a comprare del pane e qualche vestito per le nuove arrivate, anzi sbrigati e vieni con me che te le presento.-
Tra poco compirò sedici anni, dopo la morte dei miei, avvenuta per uno stupido incidente stradale, vivo qui, in quest’orfanotrofio nella
banlieue
parigina. 
Siccome sono troppo grande per essere adottata, aiuto le suore ad accudire le bambine che raggiungono l'orfanotrofio: mi piace stare qua, non vorrei andare via, madre Charlotte, però, dice che fra un paio d’anni sarò in età da matrimonio e devo già adesso cominciare a essere più donna. Io, però, non mi voglio sposare, vorrei diventare come la madre superiora, voglio aiutare le orfanelle.
Dopo aver consumato la solita colazione: una tazza di latte caldo e un paio di fette di pane, mi preparo per andare in città, non so perché, ma da quando mi sono svegliata ho un senso di inquietudine costante. Forse potrebbe dipendere dal sogno che ho fatto questa notte … ero in una stanza vuota e buia, tutto ad un tratto sento la voce di una donna anziana ma molto potente, mi dice di stare attenta e di non muovermi da sola. Io non la ascolto e mi avventuro per le vie della città da sola e mentre giro in un vicolo cado in una specie di buco, sento la voce urlare, implora di lasciarmi andare, si nota la decisione nella sua voce, sembra quasi consapevole della mia forza interiore che ora non sento di avere. Mi stupisco di quanta fiducia ha in me questa donna. 
Prima di uscire madre
Désirée
mi presenta alle nuove arrivate.
 -Bambine, lei è Kore e per i primi tempi qui all'orfanotrofio si prenderà cura di voi. Sarà il vostro punto di riferimento per qualsiasi problema possiate avere.-
- Buongiorno bambine!- Le saluto. - Buongiorno.- Rispondono quasi cantando.
- Come vi chiamate?- Chiedo con poca curiosità. -Io mi chiamo
Angeline.- -Io, invece sono Alisèe
.- Rispondono in coro.
Prendo le loro misure e mi avvio per le strette e isolate strade di campagna che conducono a Parigi.
Raggiunta la città decido di comprare prima i vestiti e poi il pane così che sia ancora caldo e profumato quando ritornerò all’orfanotrofio.
Vago per Parigi in cerca di un negozio di abiti abbastanza economico, ne trovo uno che anche le suore si possano permettere. Entro.